Quanto vale il settore dell’e-commerce in Italia? I dati più recenti

Dic 23, 2025 | Novità e tendenze tech

Il mercato dell’e-commerce in Italia continua a espandersi rapidamente, rappresentando uno dei settori più dinamici e strategici per l’economia digitale nazionale. L’acquisto online sta diventando sempre più parte integrante delle abitudini di milioni di italiani. Il 2025 si conferma un anno di crescita e innovazione, con risultati economici significativi e un importante impatto sul tessuto imprenditoriale e lavorativo del Paese. Ecco un’analisi del valore dell’e-commerce del nostro paese con i dati più recenti.

Crescita e dimensioni del mercato italiano

Il fatturato generato dall’e-commerce italiano nel 2024 ha raggiunto circa 85,4 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. Questo dato rappresenta una crescita moderata rispetto agli anni dell’esplosione digitale, ma testimonia comunque un consolidamento del mercato. A livello europeo, le vendite online B2C valgono circa 640 miliardi di euro nel 2024, con previsioni di superare i 700 miliardi già nel 2025 e di mantenere un tasso di crescita annuo vicino al 9%. Questi numeri sono accompagnati da un aumento del numero di acquirenti digitali in Italia, che supera i 35 milioni, mentre il volume delle spedizioni e-commerce ha superato i 393 milioni nel primo semestre del 2025, registrando una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Abitudini di acquisto e penetrazione nel retail

In Italia, il 60% degli utenti internet ha effettuato almeno un acquisto online nel 2024, una percentuale inferiore rispetto ad altri Paesi europei come Irlanda (96%) e Olanda (94%). Dal punto di vista dei ricavi, nel 2025 si prevede un ulteriore aumento di circa il 6%. Dai dati ricavati dal numero di spedizioni, le categorie merceologiche più popolari per l’e-commerce in Italia sono: il settore dell’abbigliamento, che si conferma leader incontrastato, ha il 19,5% del volume totale delle spedizioni. Al secondo posto, salute e benessere con l’11,3% e in terza posizione Libri, DVD, CD con l’8,4%. Seguono cosmetici e profumeria al 7,5%, accessori per la casa al 7,4% ed elettronica con il 6,81%. A livello territoriale, la Lombardia è la regione che fa più acquisti online, con il 40,77% delle transazioni, seguita dal Lazio, molto distante, con il 1,4% e dalla Campania, che si posiziona al terzo posto con il 9,01%. La maggioranza delle transazioni avviene con metodi di pagamento digitali, come il digital wallet (30,8%) e la carta di credito (26,4%), mentre i pagamenti in contanti alla consegna rappresentano ormai solo l’1,2% delle transazioni. Questo indica una crescente fiducia e abitudine verso l’acquisto online, anche se la frequenza degli acquisti è ancora più bassa rispetto ad altri mercati, pertanto esistono margini di crescita nell’uso abituale e intensivo del canale digitale.

Impatto sull’occupazione e formazione professionale

L’e-commerce in Italia genera non solo significativi ricavi ma anche nuovi sbocchi professionali, perlopiù legati a figure specializzate che operano nelle vendite e nella gestione digitale. Questi ruoli sono spesso accessibili attraverso percorsi accademici specifici, come la laurea in economia o master sull’e-commerce, che permettono di acquisire competenze tecniche e commerciali fondamentali per operare nel settore. I master si possono seguire anche da remoto iscrivendosi alle università digitali riconosciute dal MUR, come l’Università Niccolò Cusano. L’incremento delle imprese digitali e la crescente complessità dei processi legati alla vendita online fanno dell’e-commerce un campo dinamico anche per la formazione universitaria e lo sviluppo professionale, riflettendo un mercato del lavoro in evoluzione e sempre più legato alle tecnologie digitali.

Dinamicità dei settori e analisi del valore

Abbiamo visto quali sono i settori merceologici più richiesti, ma il loro andamento settoriale nel mercato e-commerce italiano evidenzia notevoli differenze. Settori come moda, auto, moto e scommesse e casinò hanno registrato una crescita particolarmente vigorosa, rispettivamente del +16%, +25% e +31%. Il settore food&grocery, che include il food delivery, la spesa online e i prodotti enogastronomici di nicchia, ha segnato una crescita superiore alla media, con un incremento del 7% e un valore stimato di circa 4,9 miliardi di euro. L’abbigliamento ha avuto un incremento del 6% e l’informatica ed elettronica, con uno scontrino medio di 210€ ha avuto un aumento del 5%.
Ci sono invece altri comparti che presentano criticità: il settore editoria ad esempio ha visto una contrazione del 14%. Il segmento marketplace ha registrato una crescita inferiore al 2% e un fatturato di circa 14,8 miliardi di euro, segnalando un mercato maturo e più competitivo. L’e-commerce resta però un settore assolutamente strategico per l’economia e, ad oggi produce un valore complessivo di 150 miliardi di euro, tra ricadute derivanti dalle vendite delle attività e tutto l’indotto. Con queste cifre l’e-commerce rappresenta il 7% del PIL italiano nel suo complesso, con una potenzialità ancora tutta da scoprire, che sarà dettata dagli investimenti futuri in tecnologia, automazione e sistemi intelligenti di acquisto.